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Scritto da Massimiliano Fiorese
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Friday 25 July 2008 |
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CATANZARO - Grandi battaglie - con naufragi, vittorie e sconfitte - sono state combattute nelle acque dei due mari, Jonio e Tirreno, che circondano la Calabria. Ed è nel silenzio degli abissi che dormono alcune centinaia di relitti attraverso i quali è possibile ricostruire la storia di numerosi scontri navali combattuti in diverse epoche. Per anni la Calabria è stata porto di approdo di navi e convogli che hanno caratterizzato la storia navale italiana e mondiale da epoche remote ed in particolare durante la seconda guerra mondiale. Molte navi raggiungevano le coste nord africane ma molte altre concludevano il loro viaggio inabissandosi nei fondali calabresi.
Il luogo e la data della scomparsa, l'equipaggio, le modalità dell'affondamento ed il mistero della missione sono tutti quesiti che molto spesso restano senza risposta. E da questi interrogativi che nasce la ricerca di un esploratore e documentarista calabrese, Francesco Scavelli, che da dieci anni, consultando archivi nazionali ed internazionali delle Marine Militari, sta ricostruendo la storia, le rotte, e le modalità di affondamento dei relitti custoditi nel mare della Calabria ma non solo. "La nostra - racconta Scavelli - è ricerca che ancora continua. E' una passione che ci spinge a scendere nei fondali marini e ad individuare le navi che sono ormai nascoste tra spugne e coralli. Dalle nostre ricerche siamo riusciti ad individuare anche imbarcazioni della tarda Magna Grecia". |
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